Scattiamo le foto alle nostre doll! (3 di 3)

Salve a tutti e benvenuti a questa terza ed ultima parte della guida “Scattiamo le foto alle nostre doll!”

Dopo una prima parte, introduttiva e preparatoria, e la seconda, più tecnica e votata alla conoscenza dello strumento e di alcune regole base della fotografia, in questa terza parte cercherò di darvi delle indicazioni più dirette e specifiche sull’aspetto operativo della guida.

Quest’ultima parte sarà divisa in tre sezioni:

  • scatti in studio,
  • scatti in esterna,
  • l’importanza dello story telling.

Cominciamo!

 

Scatti “studio”, luce flash e continua

La prima scelta importante da fare, e di cui abbiamo parlato in dettaglio nella prima parte del tutorial, è il tipo di sorgente luminosa che utilizzeremo.  E’ una scelta fondamentale perchè influenza l’operatività dello shooting.
La luce flash (se adeguatamente potente) ci permetterà di lavorare a mano libera, senza l’ausilio di un treppiedi (sebbene ve lo consiglio comunque). Inoltre ci permetterà, data la maggiore potenza, di lavorare con diaframmi più chiusi (tranne casi specifici, non oltre F/8) e tempi di esposizione rapidi (consiglio sempre il tempo di sincro flash, ma 1/160 andrà bene nella maggior parte dei casi). Scattare con i flash è un modo più professionale di lavorare, ci permetterà di ottenere risultati di qualità eccezionale ma è più dispendioso a livello economico: dovremo avere a disposizione almeno 3-4 flash per schemi di illuminazione più elaborati, con relativi supporti e modificatori di luce.
La luce continua è sicuramente più economica, ci basta acquistare dei faretti di potenza adeguata (tutti uguali, mi raccomando!!! così da non avere problemi di bilanciamento del bianco a meno che tale scelta non sia voluta), schermarli con gelatine, diffusori anche fatti in casa, e possiamo ottenere gli stessi schemi di illuminazione che con i flash. Ma, a meno che non abbiamo a disposizione 4 faretti alogeni da 500W (che vogliono dire trasformare il set in un piccolo forno!), lavoreremo con potenze di luce molto più basse e saremo costretti a mettere la macchina su un treppiede in quanto utilizzeremo spesso tempi di esposizione troppo lunghi per permetterci di avere la migliore qualità di scatto possibile (ISO bassi, diaframma fra 5.6 e 8). A volte saremo in ogni caso costretti ad aprire il diaframma che, se non abbiamo lenti di alta qualità, rappresenta uno scendere a compromessi.
Chiaramente, come avrete capito dalle parti precedenti, non posso dirvi “settate la macchina così!” perchè tutto dipende da come avete impostato il vostro set fotografico. Dovrete quindi fare sempre attenzione all’esposimetro della vostra macchina fotografica e cercare di settare i vostri parametri seguendo le regole base che vi ho illustrato precedentemente.
Adesso passerò ad esporvi alcuni schemi illuminazione/ambientazioni base che si usano nella fotografia ritrattistica tradizionale e che potete applicare anche alle vostre dolls. Questi primi schemi possono essere utilizzati indifferentemente sia per luce flash che luce continua.

 

https://imgur.com/2einxVi

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Bianco Perfetto

Il bianco perfetto è uno degli schemi di illuminazione più usati nella fotografia: nella moda, nella pubblicità, e-ecommerce, ecc… guardatevi intorno e non impiegherete molto a trovare una foto con questo schema di illuminazione. Per intenderci ecco un esempio e lo schema luci per ottenere questo risultato:

http://www.bigbadtoystore.com/bbts/default.aspx

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Neanche a dirlo, vi serve uno sfondo bianco. Piuttosto lungo perchè dobbiamo creare una certa separazione fra sfondo e soggetto. Questo perchè per ottenere lo sfondo bianco avremo bisogno di “sparare” sullo sfondo una discreta quantità di luce ma il bianco, essendo riflettente, manda indietro una grande quantità di luce (non immaginate nemmeno quanto) creando una sorta di alone tutto intorno al nostro soggetto: stabilendo una certa separazione annulleremo questo effetto.
Come potete vedere dallo schema, le luci sono 4: due servono ad illuminare lo sfondo, mentre due (ma volendo anche una se proprio non siamo attrezzati) servono ad illuminare il soggetto. Queste ultime sono chiamate “key light” e “fill light”: la key light è la luce principale, quella che illumina principalmente il soggetto menter la fill, come lascia intuire il termine stesso, serve a riempire le ombre create dalla key light o dal posizionamento del soggetto. Operativamente vi consiglio di iniziare dalle luci di sfondo: cercate di ottenere il bianco perfetto utilizzando il giusto quantitativo di potenza: partite da valori bassi e salite di potenza fin quando avrete un bianco totale (attivando la modalità di “segnalazione sovraesposizione” sulla vostra fotocamera avrete un aiuto in merito!). I flash o le luci continue per lo sfondo non necessitano di essere ammorbidite ma più riuscite a diffonderle per illuminare in modo uniforme lo sfondo, meglio è. Settato lo sfondo, passiamo alla key light: questa va orientata in modo da proiettare ombre sullo sfondo, a 45° è un ottimo punto di partenza. La potenza va regolata in modo da non avere sovraesposizioni sul soggetto: vogliamo una luce morbida e che non crei ombre nette. Per questo cercheremo di avvicinare la sorgente luminosa il più possibile al soggetto, o useremo modificatori di luce di dimensione consona al soggetto: più grande è la luce apparente, meglio è (esempio: lo stesso flash a 30cm dal nostro viso lo vediamo più grande che a 2 metri di distanza. Più è vicino, più morbida sarà la luce). Settata questa luce, la fill light arriva da sola: di solito non la si imposta allo stesso livello di potenza, proprio perchè vogliamo che smorzi le ombre create dalla key light.
A questo punto non vi resta che scattare: curate la composizione in base allo scopo della foto e via!

 

Nero o “lupo”

Lo sfondo nero è di grandissimo effetto, soprattutto per tutti quei personaggi che vivono in ambientazioni dark o cui vogliamo dare questo tipo di “mood”. Qui a sinistra ho scelto due foto esempio di due personaggi di Star Wars con due modi diversi di sfruttare lo sfondo nero.

bobba fett Star wars action figure portrait old children's toy on blue and black background

http://www.alamy.com/stock-photo-bobba-fett-star-wars-action-figure-portrait-old-childrens-toy-on-blue-74615611.html

http://static.squarespace.com/static/51b3dc8ee4b051b96ceb10de/t/549d9be4e4b0504d1e99ee81/1419615206025/darth-vader-action-figure-with-radcial-lightsaber-attachment6?format=500w

http://static.squarespace.com/static/51b3dc8ee4b051b96ceb10de/t/549d9be4e4b0504d1e99ee81/1419615206025/darth-vader-action-figure-with-radcial-lightsaber-attachment6?format=500w

 

Nel primo, Darth Vader, si trova in uno schema di illuminazione piuttosto semplice ma molto efficace: uno sfondo nero, una luce da sinistra posta a circa 45° sia in orizzontale che in verticale (in modo da avere la parte bassa della foto di quel grigio che fa anche da separazione) che fa da key light, un pannello riflettente o una seconda luce che fanno da fill light, posta in alto a destra, sempre a 45°. In questo caso il fotografo ha ricercato una certa “fuga” di luce a colpire parzialmente anche lo sfondo, per avere una tonalità non del tutto nera ma tendente al grigio. Il fotografo ha poi completato lo scatto usando un ventilatorino per il mantello (suppongo sia in tessuto) e scattando con la macchina a livello delle gambe per conferire alla figure un aspetto maestoso, come è giusto che sia dato il personaggio raffigurato. Per arricchire ulteriormente, si poteva usare un altro flash con gelatina rossa per richiamare il colore della spada ed illuminare molto delicatamente lo sfondo e la spalla sinistra di darth vader.
Per Boba Fett, invece, abbiamo uno schema più elaborato: due luci da destra e sinistra, quasi sicuramente con grandi softbox davanti, nessuna luce di sfondo o di separazione (n.b.: la luce di separazione si usa quando vogliamo creare un bordo di luce proveniente da dietro sul nostro soggetto, allo scopo di separare un soggetto dai colori scuri dallo sfondo nero) e l’interessante base riflettente che può essere una mattonella in granito lucido o un pannello di vetro trasparente posto sullo stesso sfondo nero.
Lo schema che trovate appena sotto fa proprio uso di una luce di separazione: abbiamo uno sfondo nero, un softbox da sinistra che fa da key light, un pannello nero se vogliamo avere un effetto molto dark, o un riflettente se vogliamo una sorta di fill light, e la luce di separazione da dietro che illumina una piccola parte del soggetto. Anche qui cercheremo di mantenere una certa distanza fra soggetto e sfondo. In questi casi scatteremo in condizioni un po’ estreme, allo scopo di ottenere un risultato il più nero possibile: tempo di esposizione al sincro flash, diaframmi piutosto chiusi (anche F/16, se necessario), ISO al minimo possibile. Questo ci costringerà ad usare i flash a potenze piuttosto elevate e dovremo fare moltissima attenzione ad evitare fughe di luce, ove non espressamente voluto (come nel caso della foto di Darth Vader).

Nero

 

Diorama

Sbirciando un po’ il mondo delle action figure ho notato che spesso sono inclusi nelle confezioni, o vengono creati/acquistati appositamente, dei diorami o più semplicemente delle ambientazioni cartonate. Queste possono essere usate come sfondi ma bisogna prestare molta attenzione ed evitare spiacevoli riflessi che renderebbero innaturale il tutto e comprometterebbero il risultato finale, anzichè migliorarlo. In questi casi bisogna sempre prestare attenzione all’angolo relativo fra luce che da luce al diorama e fotocamera, che non deve mai essere di 90°. Gli schemi di luce sono piuttosto variabili e dipendono anche dal diorama stesso (notturno, diurno, interno di un edificio, ecc…). Bisognerà quindi adattare la nostra illuminazione artificiale in base alla scena che vogliamo rappresentare utilizzando, se necessario, gelatine per scaldare/raffreddare la luce o colorare artificialmente la nostra scena (esempio: un verde per Green Lantern o Hulk, Rosso per un Sith o Iron Man, Blu per Capt. America o Thor, viola per Joker o Black Widow, Arancione per Mystique) per dare un po’ di carattere alla scena o simulare i risultati di alcuni poster promozionali.

http://www.figurerealm.com/viewcustomfigures.php?ns=60&op=3&id=411

http://www.figurerealm.com/viewcustomfigures.php?ns=60&op=3&id=411

 

Scatti “esterna”, luce flash e naturale

Gli scatti in esterna presentano una serie di difficoltà di entità differente da quelli degli scatti in studio. Innanzitutto ci tengo a specificare che la definizione “in esterna” non è esatta: sarebbe più corretto parlare di scatti in ambiente a luce non artificiale, quindi senza l’utilizzo di flash o faretti. Tuttavia, poichè nella maggior parte dei casi si tratta di scatti ambientati in location esterne, ho preferito usare questa nomenclatura. Ciò non ci vieta, entro certi limiti, di utilizzare i principi a seguire anche in ambienti interni purchè si rientri nei casi in cui la nostra principale fonte di luce è quella naturale (una grande finestra, l’entrata di un garage, un balcone, ecc…) che può essere coadiuvata da luce artificiale, soprattutto flash.

esterno01

Esterno

esterno02

Esterno

 

http://zahirphotowork.blogspot.it/2013/08/toys-photography-outdoor-diorama-setup.html

Esterno

http://zahirphotowork.blogspot.it/2013/08/toys-photography-outdoor-diorama-setup.html

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https://forum.lowyat.net/topic/2352991/all

https://forum.lowyat.net/topic/2352991/all

Curare l’ambientazione

Come facilmente intuibile, la location è un aspetto fondamentale quando si parla di questo tipo di scatti. Bisogna scegliere la location adeguata, sfruttarla nel giusto momento della giornata, quando la luce si confa ai nostri scopi diventando un utile strumento e non un impedimento al raggiungimento dei nostri obiettivi creativi. Bisogna curare i dettagli, gli elementi in primo piano come quelli sullo sfondo o giusto a ridosso del nostro soggetto, ricordando che anche il minimo elemento estraneo può rappresentare una distrazione nel momento in cui guarderemo la foto finale. Guardate le tre foto in apertura: nella prima il fotografo ha fatto in modo da creare una sorta di scena d’azione, costruendo la montagnetta di terra dove adagiare i personaggi colpiti dall’ira del “villlain” di turno. Notate l’ottima scelta delle condizioni climatiche: un cielo nuvoloso, un ambientazione drammatica che contribuisce non poco alla rappresentazione del momento.  Il personaggio principale perfettamente posizionato in una posizione elevata con un punto di ripresa basso, allo scopo di esasperare il momento epico. La finezza della vittima sospesa (un semplice trucco di postproduzione, con una lenza, poi adeguatamente cancellata in photoshop) con la doll articolata in una posa di sofferenza.
Anche la foto di Capitan America è molto ben fatta: più semplice, meno elaborata, ma il fotografo ha ben giocato con il posizionamento della figure in modo da farla sembrare di dimensioni pari (o quasi) a quelle del ponticello in cui si trova, sfruttando l’effetto ottico e la prospettiva.
Infine la terza foto, ancora più semplice: la saggia scelta dell’ora in cui è stato effettuato lo scatto (al tramonto) con la doll che passeggia come se fosse una modella in uno shooting fashion e un accurato sfruttamento della profondità di campo.

Da questo studio possiamo dedurre che osservare è il primo consiglio da mettere in pratica quando decidiamo di fare uno shooting delle nostre dolls in un ambiente non studio.

 

La qualità della luce giusta

Come già detto nella prima parte della guida, l’ideale sarebbe scattare in condizioni di luce morbida, quindi:

  • tempo nuvoloso;
  • aree in ombra aperta;
  • golden hour;
  • blue hour.
http://petapixel.com/2014/06/11/understanding-golden-hour-blue-hour-twilights/

http://petapixel.com/2014/06/11/understanding-golden-hour-blue-hour-twilights/

Ciascuna presenta le sue peculiarità: scattare con tempo nuvoloso equivale a usare un softbox gigantesco. E’ la luce più morbida in assoluto: una luce artificiale simile necessita di un modificatore di luce di dimensioni particolarmente generose, sull’ordine del metro e cinquanta. Però un cielo nuvoloso significa anche la necessità di utilizzare dei setting della nostra fotocamera particolari: avremo bisogno di un ISO adeguata per permetterci dei tempi di esposizione ragionevoli e l’apertura di diaframma richiesta dai nostri scopi creativi. Generalmente negli scatti in esterna cercheremo di avere piccole profondità di campo per avere quel senso “cinematografico” che tanto piace in questo tipo di scatti e raggiungeremo questo obiettivo con grandi aperture e/o distanze focali lunghe e/o con lenti macro (vedere seconda parte per maggiori dettagli).
Le aree in ombra aperta presentano problematiche e peculiarità simili a quelle che incontriamo durante scatti con tempo nuvoloso: la luce è molto morbida, anche se meno che con cielo coperto. Avremo anche più luce e questo è un vantaggio da non sottovalutare. Personalmente è un tipo di luce che uso spesso a livello lavorativo personale soprattutto per avere dei risultati molto naturali ed eterei. E’ un tipo di luce di qualità estremamente elevata.

goldenblue02

http://pixsylated.com/blog/syl-arena-daylight-sunlight-cycle-part-1/

”Golden hour” e “blue hour”, invece, sono due momenti ben precisi della giornata e che si presentano due volte al giorno, e che sono le qualità di luce preferite in assoluto dai fotografi. Durano per lassi di tempo brevi in base alla stagione e possono cambiare tonalità e colore in base ai livelli di umidità, smog, temperatura.
Per golden hour intendiamo quel momento della giornata subito a cavallo del tramonto e dell’alba in cui avremo una qualità della luce estremamente morbida e di colore particolarmente caldo. E’ una luce spettacolare, di grande impatto visivo e di discreta potenza che ci permette di lavorare con settaggi non troppo estremi e mantenendo un elevato livello qualitativo dello scatto.
La blue hour è una luce dai toni molto più freddi, molto più debole ma estremamente morbida. E’ un tipo di luce dai toni malinconici (Blue appunto, come direbbero gli anglosassoni), perfetta per scatti epici e mood molto delicati. Sebbene la chiamiamo “blue hour”, di solito dura molto meno di un’ora e bisogna essere pronti e sapere perfettamente quello che vogliamo ottenere, armandoci di pazienza e facendo più volte lo stesso scatto adattando i parametri del triangolo d’esposizione man mano che l’intensità della luce varia. In questo caso è bene armarci di treppiedi per essere sicuri di poter impostare bassi ISO e lunghi tempi di esposizione

In tutti i casi staremo attenti ad utilizzare la luce naturale al massimo delle sue possibilità, sfruttando la potenza che ci da a disposizione, le tonalità, il colore, il mood che crea ma… nulla ci vieta di miscelare la luce naturale con luce artificiale per sopperire ad alcune mancanze od ottenere un arricchimento della luce. In questi casi dovremo sempre ricordare come i parametri della nostra fotocamera possono influenzare il flash: chiudere il diaframma agisce anche sull’efficacia del flash che risulterà meno evidente, a parità di potenza impostata. Il tempo di esposizione, invece, controlla in modo diretto la quantità di luce naturale che creerà la nostra fotografia. L’ISO influisce su entrambi i parametri. Quando scattiamo con flash mixato a luce naturale dobbiamo sempre tenere a mente queste relazioni perchè un saggio compromesso fra questi valori ci permetterà di ottenere delle foto in cui luce naturale ed artificiale si mixano perfettamente senza darci la possibilità di distinguere l’una dall’altra se non dopo attenta analisi. Un aiuto ulteriore in tal senso lo da l’uso di gelatine specifiche, le cosiddette CTO, che esistono in diverse gradazioni e che hanno lo scopo di scaldare la temperatura colore del flash in modo da adattarla il più possibile alle condizioni di luce naturale in cui ci troviamo.

Infine, una menzione a parte meritano gli scatti in pieno giorno e quelli notturni.
I primi sono quelli che ci danno una qualità della luce non eccezionale ma usando pannelli riflettenti per schiarire le ombre, o pannelli translucidi per creare delle zone d’ombra e ammorbidirla o luce artificiale, è possibile ottenere dei buoni risultati sebbene io lo sconsigli a meno che non si voglia esplicitamente questo tipo di luce (esempio: action figure di Walter White di Breaking Bad in uno scenario di tipo desertico a ricreare le scene della nota serie tv).
Quelli notturni, invece, sono scatti di difficoltà abbastanza elevata: dobbiamo lavorare su treppiedi, con attrezzatura di qualità, ISO alti, grandi aperture, tempi di esposizione lunghi e non potremo fare a meno di usare luce artificiale (torce a led, lampade, faretti, luce continua in generale sono le più indicate). Ma sono scatti che possono rappresentare anche una sfida a livello creativo e quindi portarci a volerci cimentare in questo tipo di fotografie. Ecco due idee dallo stesso film:
Scatti notturni sono anche il momento ideale per sperimentare il light painting: macchina su treppiedi, esposizione di 5-10 o anche 20 secondi, ISO al minimo, diaframma chiuso quanto basta, torce o altre sorgenti luminose da usare come pennelli per dipingere la luce sulla nostra scena e il nostro soggetto. Non sto qui a dilungarmi troppo (ci vorrebbe un tutorial sano per questa tecnica) e quindi vi rimando ai contenuti che potrete trovare su internet.

 

Conclusioni e… i consigli più importanti!

Ed eccoci arrivati alla fine.
Abbiamo esaminato a fondo tutta la preparazione allo scatto, alcune basi tecniche ed alcuni scenari, schemi di illuminazione, ed espedienti per gli scatti alle nostre dolls. Tutte queste foto andranno poi postprodotte tramite programmi come Lightroom, Photoshop o analoghi, soprattutto se scatterete in RAW, ma ci sono due consigli importantissimi che, in un certo senso, vanno persino oltre tutta la tecnica che vi ho illustrato sinora e si tratta di:

  • destinazione delle foto;
  • storytelling/contenuto

Il primo è estremamente importante perchè ci indirizza su quale tipo di fotografia andremo a scattare: gli scatti per un database della nostra collezione o per un annuncio di vendita saranno diversi da quelli che faremo se vogliamo semplicemente immortalare le dolls in ambientazioni che vogliono simulare scene del film o dei fumetti di cui i nostri personaggi sono protagonisti o nel caso vogliamo sfruttare la nostra creatività per scatti originali e che possano diventare virali.
E qui ci ricolleghiamo al secondo aspetto: lo storytelling/contenuti. Riuscire a raccontare una storia, una situazione, un sentimento, un emozione è uno degli obiettivi della fotografia in generale. E’ quindi fondamentale pianificare a priori cosa ci sarà nella nostra foto e usare la nostra creatività, la nostra fantasia e la nostra inventiva, per ottenere tale importante risultato!

Con questi ultimi preziosi consigli vi saluto, sperando che questa guida sia stata di vostro gradimento e vi sarà utile quando vorrete immortalare le vostre dolls!

Ciao e buona luce a tutti!


Maurizio Barbagallo

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