VGM30 – Deathstroke (Arkham Origins)


Scheda Tecnica

Codice Ufficiale HT VGM30
Anno di Produzione 2018
Licenza BATMAN: ARKHAM ORIGINS and all related characters and elements © & ™ DC Comics and Warner Bros. Entertainment Inc. (s18)
Data di Rilascio Presunta seconda metà 2018
In Commercio No
Scala 1/6
Misure 32 cm
Punti di Articolazione 30
Lista Accessori - 1 pettorina dell'armatura danneggiata
- 1 paio di pugni
- 1 paio di mani rilassate
- 1 paio di mani per tenere il rampino
- 1 paio di mani per impugnare le katana
- 1 mano sinistra in grado di tenere gli oggetti
- 1 bastone con le parti finali intercambiabili (chiuse e aperte)
- 1 pistola con rampino (artigli del rampino articolati)
- 1 pistola
- 1 katana
- 2 granate
- 7 proiettili
- 1 stand con logo del videogioco, targhetta con il nome del personaggio e fondale
Film Batman: Arkham Origins
Url Pagina Ufficiale Prodotto

Recensione

la storia di Batman Arkham Origins si ambienta durante i primi anni di attività del Cavaliere Oscuro. Di ritorno in una Gotham consumata dalla corruzione, Bruce Wayne si trasforma in un vero e proprio vigilante mascherato, intenzionato ad ostacolare i piani dei mafiosi che si intrecciano con le attività tutt’altro che trasparenti dei poliziotti corrotti.
Quello che abbiamo di fronte non è però il Batman che conosciamo: è un eroe ancora giovane, irruento e poco esperto, abituato a risolvere i problemi con qualche pugno in bocca piuttosto che con l’astuzia.
La “notte terribile” di questo nuovo paladino sarà proprio quella della vigilia di natale: Maschera Nera, esponente di spicco della “creativa” malavita di Gotham, ha messo una taglia sulla testa del pipistrello, e otto killer si trovano in città pronti a fargli la pelle.
La vicenda inizia in maniera molto regolare, mentre seguiamo gli indizi che potrebbero portarci a scovare l’astuto Roman Sionis o gli assassini sulle nostre tracce. Fin da subito si capisce però che il team ha voluto fare le cose in grande, inserendo una quantità impressionante di personaggi, ambientazioni e riferimenti all’universo creato da DC Comics. Basterà sapere che adesso avremo accesso alla Bat-Caverna (da cui partiremo alla volta di Gotham a bordo del Batwing), perché i fan si rendano conto del profondo sforzo compiuto per ottenere una caratterizzazione impeccabile.
La Gotham di Arkham Origins, insomma, pullula di personalità più o meno note, fra cui citiamo l’immancabile Edward Nigma (che ovviamente ha disseminato la città di indovinelli), il dissidente Anarky, e Mr. Oswald Cobblepot – Il Pinguino – che estende le sue mani deformi e uncinate su tutti i traffici più loschi della città.
C’è da dire che a livello di caratterizzazione non tutti i villain spiccano, e da questo punto di vista il primo Arkham Asylum resta sempre un passo avanti a tutti (ricordate Killer Croc e l’eccezionale ScareCrow?). E tuttavia in questo Origins ci sono ottimi spunti su questo fronte, sia per quanto riguarda i villain “minori” (Copperhead, Deathstroke, Firefly) che sul fronte degli antagonisti principali, a cui ben presto si aggiunge -ovviamente- Joker. La trama principale, quindi, scorre in maniera veramente sostenuta, rivelando ben presto, dopo qualche prevedibile colpo di scena, tutte le sue qualità. Il rischio era quello di trovarsi di fronte ad un capitolo un po’ “slavato”, che usasse la scusa del prequel per chiudersi in una parentesi narrativa poco consistente. E invece quello di Origins è un racconto di formazione bello potente, intenso, che racconta non solo i profondi turbamenti di Batman, ma anche la nascita delle sue nemesi e dei suoi alleati. Si tratta di una storia corale, in cui spuntano i primi incontri con il commissario Gordon e l’efferata brutalità di Bane, ma soprattutto costellato di tanti altri personaggi la cui storia personale verrà fortemente cambiata dall’incontro con Batman o con le menti criminali di Gotham.
C’è un momento, a metà dell’avventura, in cui Origins racconta un fondamentale evento di fondazione (dal quale dipenderà il futuro di tutti i personaggi), gestito dal punto di vista scenico e ludico in maniera veramente sopraffina: è qui che il titolo lascia di stucco chi si aspettava un plot conservativo.
Anche nell’ultima parte dell’avventura, che procede con qualche colpo di scena ma in maniera tutto sommato regolare, si trovano spunti interessanti: ad esempio alcune tematiche riprese dai primi due film della trilogia di Nolan, ottimamente “tradotte” in linguaggio videoludico, che non erano state esplorate neppure da Arkham City.
Insomma, questo terzo episodio è persino più coraggioso del suo predecessore, con tematiche più profonde e, dal punto di vista del plot, globalmente più riuscito. Peccato che l’edizione italiana sia in qualche caso sporcata da un doppiaggio discreto ma non sempre al top. Buona la prova recitativa degli attori, non sempre adeguata la selezione di voci, spesso molto caricaturali.
Non è questo, tuttavia, un dettaglio che sporca troppo una sceneggiatura sinceramente esemplare.

A sorpresa, durate il periodo Toy Fair, Hot Toys rilascia le foto di Deathstroke. Un personaggio emblematico del mondo DC Comics.
Inserito al 32° posto della classifica stilata da IGN dedicata ai più grandi cattivi della storia del fumetto, dopo avervi parlato del Titano Folle Thanos, di Steppenwolf – che in Justice League ha deluso le aspettative – e Venom, oggi è arrivato il momento di approfondire vita, genesi e abilità di un altro grande villain: Deathstroke, all’anagrafe Slade Wilson, da non confondere con il Wade Wilson di casa Marvel, anche conosciuto come Deadpool. E se state pensando che in realtà i due personaggi si somiglino, sappiate che non siete i soli. Certo, molto diversi nel carattere, ma in quanto ad abilità con le armi da fuoco e tecnica con la spada sono davvero molto vicini, per non parlare del fatto che entrambi sono dei mercenari. Come solito non si insinuano plagi o quant’altro, perché la storia del fumetto è nata e cresciuta tra contaminazioni di vario tipo, e molto semplicemente Deadpool, nato nel 1991, raccoglie in parte il frutto del successo di Deathstroke, creato invece nel 1980 da Marv Wolfman e George Perez. Il Wilson DC fu infatti concepito come avversario minore dei Teen Titans, e visto il successo ottenuto gli fu concessa nel 1991 una serie regolare dal titolo Deathstroke the Terminator (tanto per citare un pezzo da novanta del cinema), poi rinominata Deathstroke the Hunted e infine semplicemente Deathstroke. Un lavoro di sottrazione che si concluse con il numero 60, ultimo volume della serie regular prima dell’uscita di 4 albi annual.
Ricco di armi e dettagli Deathstroke Hot Toys sarà sicuramente una figure di successo.

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About Josemanuel Adriani

Classe 1978, italo brasiliano, nato in provincia di Milano e cresciuto a Roma. Padre di due gnomi. Sperpera lo stipendio tra collezione di pupazzi, attrezzatura fotografica e viaggi fuori dall'Europa. Acquirente compulsivo all'inzio, poi raffina la scelta, decide di tenere e cercare unicamente oggetti che ricordano la sua infanzia. Non disprezza le costumizzazioni e gli accessori non ufficiali. Si cimenta in prima persona alle modifiche anche più radicali per rendere i modelli più simili ai personaggi dei film.