MMS369 – Yoda (ESB)


Scheda Tecnica

Codice Ufficiale HT MMS367
Anno di Produzione 2016
Data di Rilascio Presunta Fine 2016
In Commercio No
Scala 1/6
Misure 13 cm
Punti di Articolazione 24
Caratteristiche Speciali - la pampada inclusa è illuminata da un led (richiede le batterie per accendersi)
Lista Accessori - 1 mano dilassata
- 2 mani che possono tenere un accessorio
- 1 bastone
- Diorama di Dagobah con due rocce sospese
Film Star Wars: Episode V - The Empire Strikes Back
Url Pagina Ufficiale Prodotto

Recensione

L’Impero colpisce ancora (The Empire Strikes Back) è un film del 1980 diretto da Irvin Kershner.

Seguito di Guerre stellari, è il secondo film in ordine di produzione (quinto in ordine di cronologia interna della serie) dell’omonima saga fantascientifica ideata da George Lucas ed è ambientato tre anni dopo le vicende raccontate in Guerre stellari: l’Impero Galattico, sotto la guida del perfido Dart Fener è alla ricerca di Luke Skywalker e delle forze dell’Alleanza Ribelle. Mentre gli amici di Luke, Ian Solo e Leila Organa, sono impegnati a fuggire dalla minaccia imperiale, il giovane eroe viene inviato da Obi-Wan Kenobi dal vecchio maestro Jedi Yoda, al fine di completare l’addestramento, per potersi confrontare con Fener e salvare i suoi compagni.
Durante una ricognizione Luke viene attaccato da un Wampa, un pericoloso animale alieno delle nevi, ma riesce a sfuggirgli tagliandogli un braccio con la vecchia spada laser di suo padre Anakin, donatagli dal suo defunto maestro Obi-Wan Kenobi, che, sotto forma di Fantasma di Forza, gli compare poco dopo per dirgli di andare sul pianeta Dagobah per farsi addestrare dal vecchio leader dell’Ordine Jedi Yoda.

Frank Oz è Yoda. Cresciuto professionalmente sotto l’ala di Jim Henson, Oz entrò in gioco dopo che Henson lo raccomandò a Lucas come uno dei più capaci burattinai del settore. Henson permise a Oz di lavorare al film per poter capire come approcciarsi a un film a grosso budget, in previsione della loro regia su The Dark Crystal. L’attore lavorò per due settimane nell’ostico set di Dagobah, costruito un metro e mezzo sollevato da terra per accomodare Oz e le tre persone che lo aiutarono a portare in vita il personaggio, una per manovrare le orecchie, una per gli occhi e una per azionare la mano sinistra. Il linguaggio di Yoda, inizialmente pensato come una tantum, venne ampliato da Oz che, dopo aver letto il copione, chiese di parlare sempre nella caratteristica maniera del personaggio invece che occasionalmente, come prevedeva la sceneggiatura. Ciononostante, quella di Oz sarebbe dovuta essere una traccia vocale temporanea: Lucas, che aveva dapprima rifiutato la sua candidatura come doppiatore del personaggio, lo ricontattò solo durante la post-produzione per affidargli il ruolo.
Yoda fu uno degli elementi su cui la produzione lavorò a lungo. Secondo Lucas, l’anziano Jedi apparteneva all’archetipo fiabesco del personaggio insignificante che si rivela essere un prezioso aiuto per l’eroe. Da questa considerazione deriverò il design che non avrebbe dovuto destare particolari attenzioni, reso gradevole dalle proporzioni da neonato. Per Dagobah, nome derivato dalla dagoba, lo stupa destinato a conservare reliquie o a ricordare episodi della vita del Buddha, gli artisti idearono una landa deserta in stile fantasy, ma il risultato non era tetro a sufficienza e McQuarrie ridisegnò il pianeta come una palude dove crescono giganteschi alberi ispirati al banyan, una pianta sacra in India. Reynolds pensò la casa del maestro Jedi come un luogo sacro, simile a una moschea o una chiesa, per questo le diede una forma morbida, a cupola, e scelse come materiali di costruzione fango, creta e altri elementi naturali per trasmettere il legame creato dalla Forza tra Yoda e il paesaggio
L’artista inglese Stuart Freeborn si occupò di truccare gli esseri alieni della storia. Uno su tutti, Yoda, personaggio su cui il team si crucciò a lungo per portare in vita nella maniera più convincente.
Vennero prese in considerazione varie idea, dapprima quella di vestire una scimmia addestrata con il costume e la maschera del personaggio. Dopo alcune prove sul set, uno dei tecnici presenti, avendo lavorato sulla scena iniziale di 2001: Odissea nello spazio, consigliò di abbandonare l’idea in favore del pupazzo perché «La scimmia avrebbe continuato a strapparsi di dosso la maschera». Poi si pensò alla stop-motion, tecnica non abbastanza sofisticata all’epoca per riprodurre tutte le sfumature emotive richieste. Lucas alla fine optò per la soluzione più pratica, un pupazzo presente sul set manovrato da un burattinaio, compito che volle affidare alla Jim Henson Company: «Eravamo simili, indipendenti, disinteressati ai riflettori e ossessionati dai nostri film. E ammiravo molto i Muppet, erano pupazzi estremamente sofisticati, così gli chiesi di aiutarci». La compagnia non poté lavorare al progetto, pur fungendo da consulente esterna, e vi subentrò Frank Oz, collaboratore di Henson di lunga data.
A Freeborn rimase il compito di finalizzare il volto di Yoda e costruirne il corpo, basandosi sui disegni concettuali approvati da Lucas: «Guardai allo specchio e vidi che la faccia aveva dei tratti comici, così li aggiunsi al modello. Poi ci misi le rughe di Albert Einstein, per dargli un senso di intelligenza innata e, siccome Einstein aveva i baffi, aumentai il volume del labbro superiore per farlo assomigliare a lui».

Finalmente anche Hot Toys ha deciso di rilasciare ufficialmente la figura del Maestro Yoda in scala 1/6.
Molto particolare il diorama con le pietre fluttuanti, fantastico sculpt, specialmente quello con gli occhi chiusi. Una nota di demerito sulla pigrizia di non mettere un piccolo impianto di capelli.

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About Josemanuel Adriani

Classe 1978, italo brasiliano, nato in provincia di Milano e cresciuto a Roma. Padre di due gnomi. Sperpera lo stipendio tra collezione di pupazzi, attrezzatura fotografica e viaggi fuori dall'Europa. Acquirente compulsivo all'inzio, poi raffina la scelta, decide di tenere e cercare unicamente oggetti che ricordano la sua infanzia. Non disprezza le costumizzazioni e gli accessori non ufficiali. Si cimenta in prima persona alle modifiche anche più radicali per rendere i modelli più simili ai personaggi dei film.